Sentiero LH2+LHT1 – Da Campo di Segni a Campo di Montelanico e/o viceversa

Disposta sulle pendici di un colle dei monti Ernici, tra fitti castagneti, la cittadina di Segni era potente città dei Volsci, difesa da 2 chilometri di mura ciclopiche a doppia cinta.

Fedele a Roma e poi al papa, fu feudo dei Conti di Segni, degli Sforza e dei Barberini.

Spettacolare è il percorso delle mura antiche, in colossali blocchi, con la singolare Porta Sara-cena.

Lasciato il paese si seguono le indicazioni della strada per Roccamassima, prose-guendo lungo il versante nord dei monti Lepini, percorsi circa 3,5 km ci si inoltra verso sinistra per un strada bianca, a tratti asfaltata, che sale fino al Campo di Segni.

Il percorso è lineare e presenta anche un tratto tattile LHT1 per non vedenti fino ad un faggio secolare, mentre il sentiero LH2 prosegue fino al campo di Montelanico lasciando-ci sulla destra la vetta del Monte Lupone.

Caratteristiche del percorso:

  • Quota minima: 788 m.
  • Quota massima: 820 m.
  • Dislivello totale: 100 m.
  • Tempo di percorrenza: 2,00h
  • Difficoltà: Bassa – grado T (turistico)
  • Distanza: 3,25 km
  • Paese di riferimento: Segni

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Sentiero LHT15 – Parco di Gianola

Anello del Porticciolo.

Il Parco Susburbano di Gianola e Monte di Scauri è situato nella parte meridionale della provincia di Latina, a valle della via Appia, e interessa i territori comunali delle città di Formia e Minturno.

E’ limitato a sud dal litorale tirrenico (Golfo di Gaeta), ad est dal Rio Capo D’Acqua e dall’abitato di Scauri (frazione di Minturno), a nord dai terreni adiacenti la via Appia, ad ovest dal Rio Santa Croce che lo separa dal quartiere denominato “Gianola” della città di Formia.

L’attuale paesaggio del territorio del parco porta le tracce di un’antichissima frequentazione umana. Strumenti litici rinvenuti in superficie datano al Paleolitico medio le prime testimonianze della presenza dell’uomo nella zona.

Eminente è la villa sul Promontorio di Gianola verso Formia.

Arrivati in via del Porticciolo si parcheggia presso l’area predisposta dove c’è il casolare della guardia del parco.

L’escursione inizia tornando leggermente indietro di una ventina di metri dove c’e’ un sentiero in leggera salita che fiancheggia alcune case.

Dopo un centinaio di metri si giunge ad una piccola area pic-nic,si prende il sentiero che va a destra e si inoltra nella macchina mediterranea; qui è possibile apprezzare appieno la fioritura delle viole e dei crochi, oltre che di tutta la macchina mediterranea; si attraversa un ponticello e continuando il sentiero si giunge al bivio con il sentiero del Malopasso (dove inizia anche l’Oasi blu).

Si prende il larghissimo sterrano a destra che costeggia prima un grande maneggio (presenti cavalli, oche e maialini), poi passa al di sotto di due grandi eucalipti e comodamente arriva sulla via principale; quindi si va a sinistra.

Dopo una ventina di metri si prende il sentiero che sale a destra e lo si segue per intero fino a giungere rispettivamente alla Cisterna maggiore, alla grotta della Janara ed alla Cisterna delle 36 colonne.

Dopo una breve visita si torna indietro sui propri passi fino al bivio presente alla Cisterna maggiore; si prende il sentiero in discesa e giunti sulla parte di scogliera si fa a sinistra seguente il sentiero che dapprima sugli scogli poi attraverso la macchina mediterranea arriva fino al porticciolo romano (una vecchia peschiera).

Qui l’escursione si chiude e per tornare al punto di partenza basta prendere la strada sterrata principale che parte dal bar Giano (presenti li al porticciolo romano).

Caratteristiche del percorso

  • Lunghezza Percorso: 2,5 Km.
  • Dislivello: 60 metri
  • Tempo percorrenza: 3h 15’
  • Difficoltà:T (Facile)