Sentiero LH4 – Anello sotto le pendici del Monte Lupone

Lasciato il paese si seguono le indicazioni della strada per Roccamassima, proseguendo lungo il versante nord dei monti Lepini, percorsi circa 3,5 km ci si inoltra verso sinistra per un strada bianca, fino al Campo di Segni.

Arrivati ad un bivio in discesa si prende a sinistra fino ad arrivare ad un’area pic-nic e da li inizia il percorso LH4 che si incrocia con i sentieri LHT1 e LH2.

L’anello sotto il Monte Lupone è uno dei più belli dei Lepini dove si possono incontrare cavalli, maiali allo stato brado, pecore, asini o muli e pastori con vecchie tradizioni.

L’anello nel suo percorso non presenta notevole difficoltà.

Caratteristiche del percorso:

  • Quota minima: 788 m.
  • Quota massima: 856 m.
  • Dislivello totale: 68 m.
  • Tempo di percorrenza: 2,00h
  • Difficoltà: Bassa – grado T(turistico)
  • Distanza: 4,25 km
  • Paese di riferimento: Segni

[map style=”width: auto; height:400px; margin:20px 0px 20px 0px; border: 1px solid black;” maptype=”OSM Cycle” gpx=”http://www.cailaziolh.it/wp-content/uploads/Traccia_anelloSEGNI_LH4.gpx”]




Sentiero LH3 – Anello pian della Faggeta di Carpineto Romano

Arrivati a Carpineto Romano, dalla strada principale che passa dentro il paese si svolta a destra ad un’indicazione turistica gialla che indica “Semprevisa – Pian della Faggeta”. Dopo 7 km si parcheggia alla fine del tratto asfaltato (895 s.l.m.).

Pian della Faggeta è una tipica depressione carsica del gruppo montuoso preappenninico dei Monti Lepini, situato nel Lazio meridionale; presenta un terreno irregolare dissemina-to di doline, con vegetazione costituita essenzialmente da prati da pascolo

Il percorso è molto suggestivo anche perché l’anello racchiude anche le diverse dirama-zioni dei sentieri più famosi sotto il Monte Semprevisa e di altre vette come il Monte Cro-ce di Capreo, il Monte Erdigheta e sempre nella zona a pochi km una palestra naturale di speleologia e di Alpinismo Giovanile promossa dalla sezione CAI di Colleferro, utilizzata anche da ragazzi non vedenti con l’aiuto di istruttori CAI.

Caratteristiche del percorso:

  • Quota minima: 865 m.
  • Quota massima: 1059 m.
  • Dislivello totale: 194 m.
  • Tempo di percorrenza: 2,30h
  • Difficoltà: Bassa – grado T (turistico)
  • Distanza: 5 km
  • Paese di riferimento: Carpineto Romano

[map style=”width: auto; height:400px; margin:20px 0px 20px 0px; border: 1px solid black;” maptype=”OSM Cycle” gpx=”http://www.cailaziolh.it/wp-content/uploads/Traccia_LH3_08-FEB-14.gpx”]




Sentiero LH2+LHT1 – Da Campo di Segni a Campo di Montelanico e/o viceversa

Disposta sulle pendici di un colle dei monti Ernici, tra fitti castagneti, la cittadina di Segni era potente città dei Volsci, difesa da 2 chilometri di mura ciclopiche a doppia cinta.

Fedele a Roma e poi al papa, fu feudo dei Conti di Segni, degli Sforza e dei Barberini.

Spettacolare è il percorso delle mura antiche, in colossali blocchi, con la singolare Porta Sara-cena.

Lasciato il paese si seguono le indicazioni della strada per Roccamassima, prose-guendo lungo il versante nord dei monti Lepini, percorsi circa 3,5 km ci si inoltra verso sinistra per un strada bianca, a tratti asfaltata, che sale fino al Campo di Segni.

Il percorso è lineare e presenta anche un tratto tattile LHT1 per non vedenti fino ad un faggio secolare, mentre il sentiero LH2 prosegue fino al campo di Montelanico lasciando-ci sulla destra la vetta del Monte Lupone.

Caratteristiche del percorso:

  • Quota minima: 788 m.
  • Quota massima: 820 m.
  • Dislivello totale: 100 m.
  • Tempo di percorrenza: 2,00h
  • Difficoltà: Bassa – grado T (turistico)
  • Distanza: 3,25 km
  • Paese di riferimento: Segni

[map style=”width: auto; height:400px; margin:20px 0px 20px 0px; border: 1px solid black;” maptype=”OSM Cycle” gpx=”http://www.cailaziolh.it/wp-content/uploads/Traccia_SEGNIMONT_LH2.gpx”]




Sentiero LH1 – Da Campo di Montelanico a scesa Ferara-Valle Viscioio

Montelanico è un piccolo borgo affacciato sulla valle del fiume Rio.

Sulla piazza princi-pale si trovano la fontana dei putti e la Chiesa del Gonfalone, con dipinti del ’500; poco distante a sinistra è la chiesa di S. Pietro con un bel ciborio e la tela della Madonna del Soccorso, raro dipinto di Vincenzo Camuccini. Lasciato il paese si segue la strada in dire-zione di Pietrito e si prosegue lungo sei tornanti sul fianco della montagna; superata una sella si continua poi verso il Campo di Montelanico.

Questo tragitto si snoda in gran parte sul percorso usato per la transumanza dall’Abruzzo alla pianura Pontina attraversando zone molto importanti dal punto di vista agro-pastorale fino al dopoguerra, il percorso ha due biforcazioni la prima verso Val Viscioio per scesa ferara, la seconda verso un piccolo bosco.

Caratteristiche del percorso:

  • Quota minima: 713 m.
  • Quota massima: 847 m.
  • Dislivello totale: 184 m.
  • Tempo di percorrenza: 2,30h
  • Difficoltà: Bassa – grado T (turistico)
  • Distanza: 4 km
  • Paese di riferimento: Montelanico

[map style=”width: auto; height:400px; margin:20px 0px 20px 0px; border: 1px solid black;” maptype=”OSM Cycle” gpx=”http://www.cailaziolh.it/wp-content/uploads/Traccia_LH1_da montelanico.gpx”]




LINEE GUIDA – PREPARAZIONE ESCURSIONE LH con minori.

Le procedure di conduzione in LH con il coordinamento sono a cura del Presidente Sezionale (PS) come garante di dati sensibili:

  1. Prima dell’uscita il PS deve consultare la scheda di Anamnesi LH controfirmata dal medico di famiglia e condivisa dai genitori.
  2. Verbalizzare con il Consiglio Direttivo sezionale (CDS) l’uscita in LH indicando e autorizzando i relativi accompagnatori se l’uscita non è inserita nel programma annuale (la verbalizzazione è valida per fini assicurativi)
  3. Se il diversamente abile non è un socio CAI (vedi art. 2 delle esclusioni assicurative) eseguire la compilazione su piattaforma alla voce assicurazioni con combinazione A.(ex mod. 5)
  4. Compilare insieme al genitore/tutore il mod. LH per l’autorizzazione o la non pubblicazione delle immagini o riproduzioni filmate.
  5. Partecipare se richiesto ad incontri di GLH-O scolastici (vedi nota riportata sotto) solo su richiesta del Dirigente scolastico/genitori/ ASL firmando con la scuola un protocollo d’intesa, definendo i compiti e le responsabilità di accompagno insieme al PEI.
  6. Richiedere l’ausilio o più ausili alle sezioni vicine che ne hanno l’incarico di affidamento, compilando apposito modulo di consegna e riconsegna del mezzo.
  7. I Sentieri dedicati sono solo quelli certificati LH con opportuni tabelloni posti in ingresso di esso o certificati dal Gruppo LH Regionale.
  8. La conduzione dell’ausilio può essere svolta con minimo di 4 accompagnatori di cui 2 patentati e certificati annualmente dal Gruppo LH e gli altri 2 di supporto che prenderanno ordini dagli accompagnatori certificati.
  9. Attuare tutte le procedure di corso per la messa in sicurezza della persona sull’ausilio e le attività di gita assistita, in mancanza di un solo elemento riportato nelle voci sopra l’uscita viene annullata

Allegati (da scaricare su documenti):

Liberatoria di immagini (mod. LH)

Mod. di presa in consegna dell’ausilio (Liberatoria ausilio)

Scheda di Anamnesi LH

Verbale di sopralluogo sentiero certificato

Nota: Gruppi di lavoro (GLHI – GLHO) 

È importante che il Dirigente Scolastico organizzi con una precisa periodicità sia il GLH d’istituto (GLHI) che il GLH operativo sul singolo allievo (GLHO).

1. GLH D’ISTITUTO (GLHI):
Presso ogni scuola di ordine e grado il Dirigente Scolastico deve nominare il GLHI che ha compiti di organizzazione e di indirizzo, ed è composto dai rappresentanti degli insegnanti di sostegno e curricolari, dai rappresentanti degli Enti Locali (ivi compresi gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione), dai rappresentanti dei collaboratori scolastici impegnanti nell’assistenza igienica e di base, dai rappresentanti delle ASL, dai rappresentanti dei genitori di tutti gli alunni e dai rappresentanti delle Associazioni e/o di familiari dei ragazzi con disabilità, nonché, per la scuola secondaria di II grado (ex scuola superiore), dai rappresentanti degli studenti.
Ha il compito di creare rapporti con il territorio per una mappa e una programmazione delle risorse, e di “collaborare alle iniziative educative d’integrazione predisposte dal piano educativo”.
Il GLHI può avanzare delle proposte al Collegio Docenti, il quale ne dovrà tener conto nell’elaborazione del POF.

GLH OPERATIVO (GLHO):
Il GLHO è convocato dal Dirigente Scolastico ed è composto dall’intero Consiglio di Classe (insegnanti curricolari e di sostegno), operatori socio-sanitari dell’ASL (e/o dell’ente privato convenzionato) che seguono il percorso riabilitativo dell’alunno con disabilità, l’eventuale assistente per l’autonomia e la comunicazione e l’eventuale collaboratore o collaboratrice scolastica incaricato dell’assistenza igienica, i genitori dell’alunno ed un esperto di loro fiducia e/o dell’Associazione di cui fanno parte (previo accordo del Dirigente Scolastico che deve convocare ufficialmente l’esperto).
Se le scuole dovessero porre dei problemi al fatto che i genitori vogliano essere assistiti da un loro esperto, si può rispondere che il ruolo determinante della famiglia nella scuola è ulteriormente ribadito dall’art. 1 comma 1 della L. n° 53/03 (Riforma Moratti) che prevede, tra i suoi principi di base, anche quello del “rispetto […] delle scelte educative della famiglia, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori”. Pertanto la famiglia può scegliere come proprio assistente o delegato nei GLHO “personale appositamente qualificato, docente e non docente”.
Inoltre per le scuole secondarie di secondo grado si può anche far presente che la C.M. n° 262/88 prevede la collaborazione della scuola con le associazioni delle persone con disabilità e dei loro familiari.
Il GLHO ha il compito di predisporre il PEI (o PEP) e di verificarne l’attuazione e l’efficacia nell’intervento scolastico.
Talvolta vengono convocati anche istruttori o altri operatori di contesti extrascolastici, al fine di creare unità e organicità tra i diversi interventi di facilitazione per la realizzazione del progetto di vita.

DSC_0495 DSC_0489 DSC_0463 DSC_0461 DSC_0427 DSC_0679

Falesie Gaeta Punta Stendardo Gaeta DSC_0655 DSC_0647 DSC_0641 DSC_0640 DSC_0628 DSC_0421

 




Sentiero LH14 – Monte Redentore

Da Valliera a Cima del Redentore 1252 m

Monti Aurunci. Escursione facile. Alta sulla costa di Formia LT la Cima del Redentore è un’eccezionale punto panoramico. Nelle giornate limpide oltre al golfo sottostante, appaiono le Isole Pontine, Ischia, Capri e il Vesuvio.

Da Maranola si prosegue fino ad un quadrivio si prende la strada che gira a destra sempre in salita e dopo un paio di Km inizia lo sterrato.

Arrivati a Forcella di Fraile si continua a destra, la pendenza diminuisce e si entra nel bosco passando per il versante opposto del mare, in corrispondenza di un’area pic nic si gira di nuovo a destra subito dopo termina la strada percorribile dalla macchina ed inizia il sentiero fino al Monte Redentore.

Lasciata la macchina presso la piccola area di sosta si segue l’evidente sterrato che sale dolcemente, superati 6 tornanti si giunge alla forcella tra Monte Altino, Monte Rusco e Monte S. Angelo.

Si prosegue per il largo sentiero che prosegue in falso piano fino a Sella Faito dove un bivio segna di proseguire sulla salita a sinistra (andando a destra si scende invece velocemente all’Eremo di San Michele, a circa 15′).

Il Redentore, sempre riconoscibile grazie alla grande statua presente sulla vetta, è quasi raggiunto ed in 10′ si è in cima.

Il tratto LHT2 sentiero tattile inizia dal parcheggio di Forcella per un tratto di circa 600 metri

Caratteristiche del percorso

  • Quota max: Cima del Redentore 1252 m
  • Quota min.: Forcella 1190 m.
  • Dislivello totale 176 m
  • Lunghezza percorso: 3 Km.
  • Tempo: 3h 45’
  • Difficoltà: T




Sentiero LHT15 – Parco di Gianola

Anello del Porticciolo.

Il Parco Susburbano di Gianola e Monte di Scauri è situato nella parte meridionale della provincia di Latina, a valle della via Appia, e interessa i territori comunali delle città di Formia e Minturno.

E’ limitato a sud dal litorale tirrenico (Golfo di Gaeta), ad est dal Rio Capo D’Acqua e dall’abitato di Scauri (frazione di Minturno), a nord dai terreni adiacenti la via Appia, ad ovest dal Rio Santa Croce che lo separa dal quartiere denominato “Gianola” della città di Formia.

L’attuale paesaggio del territorio del parco porta le tracce di un’antichissima frequentazione umana. Strumenti litici rinvenuti in superficie datano al Paleolitico medio le prime testimonianze della presenza dell’uomo nella zona.

Eminente è la villa sul Promontorio di Gianola verso Formia.

Arrivati in via del Porticciolo si parcheggia presso l’area predisposta dove c’è il casolare della guardia del parco.

L’escursione inizia tornando leggermente indietro di una ventina di metri dove c’e’ un sentiero in leggera salita che fiancheggia alcune case.

Dopo un centinaio di metri si giunge ad una piccola area pic-nic,si prende il sentiero che va a destra e si inoltra nella macchina mediterranea; qui è possibile apprezzare appieno la fioritura delle viole e dei crochi, oltre che di tutta la macchina mediterranea; si attraversa un ponticello e continuando il sentiero si giunge al bivio con il sentiero del Malopasso (dove inizia anche l’Oasi blu).

Si prende il larghissimo sterrano a destra che costeggia prima un grande maneggio (presenti cavalli, oche e maialini), poi passa al di sotto di due grandi eucalipti e comodamente arriva sulla via principale; quindi si va a sinistra.

Dopo una ventina di metri si prende il sentiero che sale a destra e lo si segue per intero fino a giungere rispettivamente alla Cisterna maggiore, alla grotta della Janara ed alla Cisterna delle 36 colonne.

Dopo una breve visita si torna indietro sui propri passi fino al bivio presente alla Cisterna maggiore; si prende il sentiero in discesa e giunti sulla parte di scogliera si fa a sinistra seguente il sentiero che dapprima sugli scogli poi attraverso la macchina mediterranea arriva fino al porticciolo romano (una vecchia peschiera).

Qui l’escursione si chiude e per tornare al punto di partenza basta prendere la strada sterrata principale che parte dal bar Giano (presenti li al porticciolo romano).

Caratteristiche del percorso

  • Lunghezza Percorso: 2,5 Km.
  • Dislivello: 60 metri
  • Tempo percorrenza: 3h 15’
  • Difficoltà:T (Facile)